luglio 2015 Cronache di allenamento "dove osano le aquile"

Una giornata in bicicletta. Tutto prende origine dall'immancabile messaggio. Domani ritrovo ore 6 p.zza Arnaldo o ritonda Bovezzo. Uscita impegnativa, giro tranquillo. Non c'è bisogno di rispondere, i dreamer interessati sono allertatati. Caricata la sveglia, operazione facile ma sempre ad alto rischio, calcolato il dispendio di energie con carico di barrette, zuccheri, sali e tutti quanto possono contenere le tasche del body, i vari pertugi del mezzo e una adeguata riserva di $ per le soste. Ritrovo raggiunto. Conta dei presenti: Mauro, Ivano, Marco, Vale. Si parte direzione Nord. Manca solo la copia Brionese, causa assistenza animaletti domestici. Si inizia con le Coste. Temperatura sopportabile, colazione ancora indigesta. Poche parole, i primi dubbi sulle ragioni di un ritorno imprevisto ma, vista la giornata, salutare. Nessuno abdica. Si scende, attraversiamo il villaggio fantasma di Odolo, descritto dalle antiche cronache come borgo dedito all'acciaio, ma ora segnato dal silenzio degli indigeni. Si risale: Preseglie, attraversata della Val Sabbia, arrivo a Idro e primi interrogativi: abbandonare la strada maestra e provare una nuova salita? Marco certo del destino decide: Baremone. Gli astanti, consapevoli, sconsolati seguono. Iniziano i tornanti, si sale, si sale, si sale. Ivano dubita dell'effetto cannolo. I dolci siciliani non sembrano i carburanti più adatti. Il Maniva è lontano. Marco rimugina, il nostro sguardo è chiaro: te l'avevamo detto. Rifugio Rosa raggiunto, la strada spiana, no, forse ... risale, ultimi tornanti e poi inizia la galleria, segue lo sterrato, molto polveroso e sassoso, ultimo passaggio frana e raggiungiamo la prima cima. Festa di compleanno: Ivano festeggia la sua categoria di M1 e i messaggi di auguri arrivano copiosi. Colazione abbondante preceduta da scenetta ormai abituale per il DTT. Gruppo di ciclisti: ciclista 1: "bella la tua Passoni"; Mauro "comoda e morbida, adatta al percorso"; ciclista2: "guarda le gambe", non la bici: a quando il prossimo Iron?"; imbarazzo del Boss. Ormai la sua fama lo precede. Riprendiamo: Ivano ritorna, gli altri in silenzio procedono. Si scende e si risale. Temperatura in aumento, i gradi aumentano. Corriamo verso il fresco: val Dorizzo, direzione Gaver. D'accordo le pendenze sono minori, ma vallo a dire alle gambe e pure alle mandrie che incontriamo lungo la strada. Ultimi tornanti e Crocedomini si avvicina. Sosta panino, o quanto è rimasto. Nuovo sterrato. Non finisce mai, fortuna che è in falso piano, ovvero sale ma non troppo. Fontana, asfalto e strada che riprende,con tornanti ad alto tasso di pendenza. Eppure con stupore nessuno si lamenta: panorama, sole, qualche goccia di pioggia, amici, generano una felicità vaporosa, da trattenere il più possibile. Al Bonardi ultima tappa per caffè e crostatina. Inizia la discesa nelle terre del Fabri: San Colombano, Collio e via verso ... il Day After. Il fondo Valle è un forno, vento contrario. Sembra che il dio del vento abbia deciso di arrostirci. Abbassiamo il baricentro, mani sulle corna e spingiamo. Tutti in fila. Improvvisa decisione del capofila. Svolta a destra per la ciclabile del Mella. Rischio di schianto, giustificato solo dalle condizioni solitamente instabili del primo della fila. Riprende la corsa, ormai Brescia è in vista. Arrivo al traguardo: mesti saluti e un arrivederci a presto. Dati finali: partiti alle 6h04' arrivati all'Etna, per granita d'obblio, alle 17. Percorsi 180 km, dislivello 3000 e rotti. Giro Maniva; Gaver; Crocedomini; Maniva: FATTO. Inutile continuare tutti noi sappiamo perché siamo dreamer e perché alla prossima saremo ancora presenti. Gli altri devono solo provare.

 

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